immemoria

usando la memoria fino a dove serve, dimenticando se non serve

Eccomi

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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lunedì, 30 maggio 2005
un lunedì - g versus g

g1

sul bollettino arrivato oggi in ufficio sono pubblicati i nomi dei vincitori del concorso. leggo il mio, poi scorro nelle due colonne accanto e cerco il tuo. è rassicurante leggerti in nome e cognome, con accanto la sede di destinazione. è come avere un riscontro della tua esistenza: sapere a posteriori che non ti ho solo sognato. allungare una mano e sentire di poterti afferrare: non ora, forse mai, ma conscia della possibilità di farlo, ove un destino favorevole ci preservi questo regalo. sono il numero 7, tu sei il numero 24 - altrove. a voler essere superstiziosi, le 17 posizioni che ci separano promettono poco bene. ma per me parla l'ansia assetata con cui ho cercato il tuo nome, come si cerca una scialuppa in un mare in tempesta. quello del mondo intorno, in cui tutti, a me vicini, rescindono legami, scelgono di restare soli. e tu cosa aspetti a slegarti per me? non chiedo una vita. chiedo un sogno lungo un giorno. mi basterà per cancellare altro male. sovrapponendovi il tuo - nuovo.

g2

ore 5:30: io lotto con le prime tenaci zanzare, tu aspetti in aeroporto, infilandoci in mezzo il tempo per il solito riscontro del tuo cagnolino scodinzolante.

...
- mi manchi. e mi manca il coraggio di fare ciò che devo.
- il coraggio di farmi altri scherzetti? torna a dormire, stellina.
- quali scherzetti? c'è poco da scherzare. non immagino come poter arrivare a mercoledì. fai buon viaggio, piccolo.

risposta a:
- grazie... anche a me mancheresti un po', se fossimo in un'altra vita. comunque adoro tutte queste tue costanti attenzioni. e scusa se non te lo dico mai.
risposta b: - parto. buone ultime ore di sonno, dolcezza.

Postato da: recel a 15:16 | link | commenti (9) |

venerdì, 27 maggio 2005

e se anche le ciliegie - quelle belle rosse in varie sfumature, comprese quelle mordicchiate prima di te da golosi uccellini, quelle di cui ti scorpacciavi da piccola, dopo averle appoggiate a coppia sopra le orecchie a guisa di giocosi orecchini, dopo aver espresso lo stagionale ma sempre uguale, cioè sentimentale, desiderio da 'morso della primizia' - adesso ti fanno venire il mal di stomaco, vorrà pur significare qualcosa? 

Postato da: recel a 17:41 | link | commenti (6) |

giovedì, 26 maggio 2005
stupendo

È nei ritagli ormai del tempo
che penso a quando tu eri qui
era difficile, ricordo bene,
ma era fantastico provarci insieme.
Ed ora che non mi consolo
guardando una fotografia
mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola...
E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia...
erano giorni di grandi sogni... sai
eran vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c'era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!

E ora che del mio domani
non ho più la nostalgia
ci vuole sempre qualche cosa da bere
ci vuole sempre vicino un bicchiere!
Ed ora che oramai non tremo
nemmeno per amore...sì!...
ci vuole quello che io non ho
ci vuole pelo sullo stomaco!

Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
sì proprio tu che ti fai delle storie...(ma dai)...
cosa vuoi tu più di così
E cosa conta "chi perdeva"
le regole sono così
è la vita! ed è ora che cresci!
devi prenderla così...

sì!!!!
stupendo! 
mi viene il vomito!
è più forte di me 
non lo so
se sto qui
o se ritorno
se ritorno
se ritorno tra poco, tra poco....tra poco

[stavo lì, aspettando mia madre per cena, e senza aver resistito ad una beck's a stomaco vuoto. andava giù bene, così dritta e della giusta temperatura, nello stomaco ingrippato dai morsi della fame di una mezza dieta. e avevo i capelli appena lavati, gli orecchini rossi, il foulard fiorito come cintura e - finalmente, fuori orario di lavoro - le birkenstock nere. e pensavo che davvero poco si discostano le mie recenti sensazioni da quelle già a lungo provate, studiate, scritte, cantate, da chi più di me assai ne capisce. niente di nuovo, insomma. ma la sorpresa di trovare già qualcuno in posta, dopo pochi minuti dalla beck's da sola davanti allo stereo - quando proprio non me lo sarei aspettato -, quella era autentica, inusuale e solo mia. a sta persona dedico la suesposta canzone, stasera. chissà se si ritrova tra queste righe. ma poco importa. grazie.] 

Postato da: recel a 20:21 | link | commenti (1) |

mercoledì, 25 maggio 2005
staffetta

ieri smokestar mi gentilmente passava questo testimone, cui io in tal guisa rispondevo:

1 - Gigabyte sull'HD dedicati agli mp3: nessuno: questo succede a mollare un ingegnere informatico dopo 4 anni di relazione...
2 - Ultimo cd acquistato: elegia di paolo conte
3 - Canzone che sta suonando ora: shiver di natalie imbruglia
4 - Cinque canzoni che ascolto ultimamente: twenty years, placebo; l'autostrada, tiromancino; don't panic, coldplay; 2+2=5, radiohead; the last time, kean
5 - CD che mi vergogno di aver comperato: due (dico due) cd dei take that, ma la verde età è causa scriminante della condotta...
6 - Cinque persone a cui passo il testimone: fate voi, non riuscirei a dire 'tu sì, tu no'... e poi, sono certa che 5 persone passino cotidie di qui?

Postato da: recel a 19:02 | link | commenti (1) |

ogni riferimento a persone reali e/o a fatti realmente accaduti è da intendersi:

...
xx: che me la daresti una dritta sentimentale?
xy: ovvio, stellina... se fossi qui, non resisterei un istante a stringerti a me...
xx: è saltato un incontro, vorrei non fosse saltata la speranza che ve ne sia uno più in là... tu che pensi, piccino, devo farmi viva io?
xy: no, dammi retta, lascia che si faccia vivo lui... ma allora è proprio una cosa seria?
xx. seria no, dai... vuoi la verità?
xy: certo che voglio la verità... sempre. ma cosa indossi adesso?
xx: la verità è che lui è l'unico che non mi fa pensare a te...
xy: ... allora, hai il pigiama corto?
xx: sì, vabbè, ho capito...
xy: vorrei averti qui stanotte, piccoletta...
...

_

le miumiu rosse in camoscio comprate all'outlet sono mitiche - come l'anno scorso. ma - come l'anno scorso - tingono di rosso i piedi. mentre lui si chiede a cosa mi servono più di due paia di scarpe. io non voglio che lui pensi che sono futile... e voglio che continui a carezzarmi. e a massaggiarmi la mano. 

_

yx: se riesco a prendere ferie, prossima settimana scendo a trovarti...
xx: fammi sapere per tempo, così mi organizzo...

_

sms1: senza ipocrisia, inutile tra due persone lontane e quasi estranee: a me andrebbe sul serio di vederti. se per te è lo stesso, perchè non riusciamo a trovare il tempo? o devo dileguarmi, dopo tutte le cose 'extraordinarie' che ho fatto fin qui per averti?
sms2: niente ipocrisia... a me piacerebbe incontrarti ma, come già sai, non è facile... stanti le premesse, è chiaro che non sei tenuta ad aspettarmi...
sms1bis: non mi costa 'sacrificio' aspettare, tutt'altro. e so essere paziente, se ne vale la pena... credo che valga. spero di sentirti presto...

_

una fantastica gonna mi chiamava, giorni fa, dalla vetrina. starebbe benissimo con i sandali nuovi. potrei fare una pazzia...
vorrei che lui mi vedesse. lui?
nessun lui mi vedrebbe, invece. nessuno cui io penso partirebbe, gambe in spalla, per venire a vedere come mi sta.
per fortuna che non mi hanno ancora pagato lo stipendio.

_

lui non lo sa. di essere lui.

da "my life: the absurd romance of", capitolo indeterminato

Postato da: recel a 16:41 | link | commenti (3) |

martedì, 24 maggio 2005

"era già l'ora che volge il disio
ai navicanti e 'ntenerisce il core"

dante, purgatorio, VIII, 1-2

un'ora come un'altra per capire che non si è capito niente, nemmeno a questo giro... 

Postato da: recel a 20:01 | link | commenti (9) |

lunedì, 23 maggio 2005
l'uomo che regge il cielo

manca meno di un'ora al treno del ritorno. ci concediamo una sosta, prima dei saluti. 

una strada nascosta, poco battuta: uno di quei tesori 'dietro la scena', di quelli che roma sa regalare all'occhio più attento e meno frettoloso. c'è la quinta del colosseo, in fondo: dopo un po' che la guardi, sembra quasi una cosa 'ordinaria'. il cielo più azzurro di cinque minuti prima, forse a causa del contrasto acceso col giallo degli edifici intorno. in volo gabbiani ed uccellini 'epilettici'. a intervalli regolari, giù sotto trema la terra, al passaggio della metropolitana. a turno ci concediamo la stiratina di schiena sul muretto, la testa sulle ginocchia, il nostro supplemento di chiacchiere.

ci sarei stata due giorni, lì, non un'ora scarsa. perchè è stato uno di quei momenti che ricorderò a lungo. che serberò nel cuore come un cimelio prezioso.

ci sono cose che non so dire a parole. talvolta provo a scriverle. rarissime altre volte non riesce nemmeno la scrittura: allora scelgo di tacere. sperando che il silenzio parli per me, meglio di me.

sono le cose più importanti che ho. 

Postato da: recel a 14:45 | link | commenti (2) |

sabato, 21 maggio 2005
dalla terrazza

ieri sera. giardino di casa dei miei, profumo di fiori nell'aria, un tramonto commovente. io che invece di gustarmi lo spettacolo mi sporgo a guardare giù: un salto di pochi metri, certamente non letale. ma la sensazione è forte.

otto mesi e mezzo fa. simile spettacolo ben altro suggeriva alla mente. ma è noto ormai quale effetto sortisce lasciarsi macerare troppo a lungo in pensieri sbagliati.

Una lingua di luce trattiene ancora
l’ultimo sole d’agosto dietro i colli
mentre gli occhi s’arrampicano a guardare
le stelle in cielo, che sono già settembre:

in un gesto qualunque il volgere dei mesi
tra i vasi di gerani e la tovaglia stesa
si concentra nella domestica penombra 
prima di farsi sopraffare dal dolore 
puntiforme nel petto, dove lo aspettavo: 

la mia consapevolezza del tempo
nel breve profumo delle stagioni.

 

[domani, aspettami. arrivo. ne ho grande desiderio.] 

Postato da: recel a 19:15 | link | commenti (2) |

venerdì, 20 maggio 2005
scrittoneldestino

medito di rivelare a lui l'indirizzo del blog e cosa accade? che, tempo 24 ore scarse, un fulmine si abbatte sulla casa e fa saltare, oltre a luce e antenna satellitare, la connessione telefonica.
torno oggi in questi ameni luoghi virtuali, contenta di aver tergiversato nel rivelargli questo indirizzo. e sforzandomi di leggere un segno del destino nell'impossibilità di accedere al blog per due giorni.
sono i due giorni in cui ho capito che non è così che deve andare. perchè noi due restiamo l'inenarrabile per antonomasia, l'irrinunciabile l'uno all'altro e l'incomprensibile per il mondo intorno.
ma adesso va bene così. quando inizierò a scrivere sulla pagina bianca successiva, so che lui mi sarà accanto e mi aiuterà, ove la mia mano tremi... senza invadere gli spazi che altri dovranno colmare.

Postato da: recel a 14:21 | link | commenti (4) |

martedì, 17 maggio 2005
outing

"mi chiedo se gli altri lo vedono. se appare in controluce, come riflesso filigranato attraverso la pelle.
mentre sono al lavoro, la testa altrove, pensando - ieri - alla sua voce che sentirò la sera stessa, - oggi - a quanto è frustrante il mezzo telefonico per aprirgli completamente, come vorrei da tempo, il mio cuore. e a quanto è riduttivo un ricordo di due ore, per contenere le emozioni accumulate per settimane.
o mentre parlo con gli amici - ieri sera con uno di loro in particolare, e ricevo calde strette d'affetto che sono lì, vicine, racchiuse in chiacchiere piacevoli scambiate in strada e in inattesi pacchetti-regalo, che vorrei essere così buona da meritarmi sul serio.
mentre tergiverso sul da farsi di me, dell'involucro murario che racchiude le mie cose - chiamato casa, dell'involucro aggrovigliato di mente-cuore-sangue-nervi - chiamato corpoconanimainclusa. che è la mia vita.
mi chiedo se si vede.
che una parte di me già ha accettato di rinunciare ad amare ciò che non vuole amore da me. ma che l'altra parte, quella da cui sovente mi lascio guidare nella vita, non saprà passarci sopra senza altro dolore. oltre quello che già c'è stato, per un sentimento che ho voluto camaleontico senza riuscirci. oltre quello che ci sarà, non quantificabile, ma da brividi solo ad immaginarlo. 
oltre quello che c'è anche oggi. mentre mi perdo dietro il pensiero dell'mms inviatogli. del mancato coraggio di allegarvi questo indirizzo blog. e così farla finita, grazie al mio outing completo, con tutti questi mezzi termini, il detto-non-detto, il fingere di non vedere...

ecco, prendilo. questo post e (quasi) tutti gli altri che lo hanno preceduto, in cui entri per inciso o come protagonista assoluto. sono tuoi, di nessun altro.
così comincerò a sperare che non siano nemmeno miei, che tutto ciò che ho pensato, sperato, provato fino ad oggi non mi appartenga più.

come la consapevolezza che non ti potrò mai rivedere".

Postato da: recel a 14:59 | link | commenti (8) |

lunedì, 16 maggio 2005
prologo

“so che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. non un muscolo si è mosso. nessuna brezza agita le foglie. l’aria è ferma. ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. senza neanche un battito di ciglia. non so neppure quando è successo.”

c. schine, la lettera d'amore

Postato da: recel a 14:30 | link | commenti (1) |

domenica, 15 maggio 2005
contro e pro di un compleanno già in archivio

ieri
e.h., automat
 
C
non più trenta e qualcosa, ma 3X tondi
fiori dai miei genitori
visto il mio (fresco) ex in giro con una ragazza
una mia (pseudo) amica ha anteposto ai miei festeggiamenti la ‘paura’ del fidanzato
persa l’occasione di un weekend in liguria
in ufficio mega cappellata collettiva
la mattina il bucato non asciugava
un anno in più
il numero di chi si è dimenticato di farmi gli auguri supera quello di chi si è ricordato
P
sto imparando a non contarli
una sola fetta di torta
domani mi chiamerà l’«hombre de mi vida soñada»
rivista una cara amica, un caldo abbraccio
progetti graditi di weekend a venire
miraggio di ferie estive
il tempo ha fatto come la gallina nera
un lavoro nuovo, una casa solo mia
il numero di chi si è dimenticato di farmi gli auguri NON supera l'importanza di chi si è ricordato

Postato da: recel a 14:19 | link | commenti (7) |

sabato, 14 maggio 2005

"essendo (la superficie terrestre) sferica, gli uomini non possono disperdersi isolandosi all'infinito, ma devono da ultimo rassegnarsi a incontrarsi e coesistere".

i. kant, da per la pace perpetua 

[cioè prima o poi ti becco]

Postato da: recel a 17:53 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 maggio 2005
c'è j.

due giorni fa a quest'ora non c'era. ieri a quest'ora era giunto su queste terrestri lande da due ore scarse. oggi è lì, sdraiato nella cullina di plastica trasparente accanto alla sua fiera (e bella e amorevole e soprattutto amica mia) mamma v., che nicchia tranquillo, sotto due coperte troppo pesanti per il caldo di oggi (ma per le prime 48 h di vita si dice necessiti di calore), infilato in una tutina bianca con animaleschi ricami, che già gli sta precisa. perchè è alto, j., e in carne qanto basta. e con le guance rotonde e rosa che ti viene voglia di mordere [ma questo non l'ho già scritto da qualche parte?]. e con le manine disegnate alla perfezione, che io prendo ad accarezzare appena mi avvicino...
è un colpo di fulmine, j.? io dico di sì... forse per la vicinanza di genetliaco, forse per l'affetto forte che ho per tua mamma, forse perchè penso a quanto è stata dura per i tuoi genitori, un anno fa, superare un aborto spontaneo che è stato lutto totale.
o perchè penso a quanto può mancare a v. sua mamma in momenti come questi, anche se nutro speranzose certezze che se la stia rimirando felice da qualche posto metafisico a noi ignoto... o perchè vedo l'emozione della mia, di mamma, che ho portato con me per la sua assoluta predilezione per le vite nuove... seppure avverta la sua gioia come un inconscio j'accuse nei riguardi dei miei 3X anni senza certezze di futuro...

ci sono lacrime che non si trattengono. un paio mi rigarono le guance sei lontanissimi anni fa, quando vidi v. varcare la porta del duomo in quel fantastico abito bianco. fu uno strappo nella pellicola della nostra vita leggera: ciò che io, dentro di me, ho sempre avvertito di dover vivere quale spettatrice, diventava realtà per una delle mie 'compagne di giochi'. incanto spezzato: non si scherza più, scegli da che parte stare...

è colpo di fulmine, j., te lo posso confermare. perchè oggi dentro di me ho scelto di stare dalla tua, dalla vostra parte. se mi ci volete, prendo poco posto. mi accontento di una briciola di felicità non mia. altre due, di quelle lacrime intrattenibili, salgono repentine agli occhi. scappo un attimo nel corridoio, non vista. un sospiro profondo - unghie ficcate nei palmi - un morso alle labbra... batto i tacchi e torno dentro. passata.

fatemi di nuovo posto intorno alla culla...

Postato da: recel a 19:31 | link | commenti (2) |

giovedì, 12 maggio 2005

attesa o azione? parte seconda
nell'arco di quattro giorni è lecito ricominciare a scalpitare? è lecito chiedersi ripetutamente a mente ferma (e a momenti agitata) perchè a belle parole, per di più scritte - cioè di quelle che manent -, non faccia seguito una coerente linea di condotta?
cos'è, silenzio-assenso? o silenzio-diniego? o [ma ignoro se esista giuridicamente o comunque se si differenzi dall'ultimo citato] silenzio-rigetto? o più semplicemente - come ripetute frequentazioni maschili pretese sagge insegnano - silenzio che non vuol dire niente, si nutre di sè e si crogiola nell'indolenza atavica? perchè, come lo è per me, finisce per esser bello anche per 'lui' ricevere un messaggio... e diamogliela, allora, l'ennesima (terza, a voler essere precisi) soddifazione...
o no?

maddai... all'ora opportuna mancano ancora un armadio a casa di mamma da riassettare. e 140 g. di carne rossa da mangiare.

Postato da: recel a 19:35 | link | commenti (7) |

mercoledì, 11 maggio 2005
all rights reserved

da troppo tempo non passavo da lei: la regina dei blog, la grande-inimitabile-insuperabile LadyK... poi, andando a sbirciare qualche minuto fa, come colta da un impulso irrefrenabile, mi imbatto in questo post di qualche giorno fa. e capisco perchè non avevo trovato più il coraggio di tornare a leggerla... perchè lei sai dire ciò che anche io inconsapevolmente ho dentro, ma - a differenza mia - trovando le parole. e anche di più...

"Sembra che io non abbia paura, e invece. Non fatevi ingannare dal sorriso tranquillizzante, dalla risata cristallina. Non fatevi disorientare dalle mie risposte pronte, dalle certezze guadagnate, dai progetti a breve termine, dalle canzoni già scelte. L'apparenza aiuta: i vestiti, il trucco, il portamento. E la volontà. Coprono l'attesa, i dubbi, nascondono lacrime pronte ad uscire. L'ansia, aspettare una telefonata dalle 16 a mezzanotte, col pensiero fisso lì. Il timore di dire troppo e sbagliare, di pensare troppo e male. Ho paura, mentre parcheggio l'auto il venerdì sera per salvarmi dal lavaggio della strada, e mi rendo conto di averlo fatto ormai centinaia di volte. E quanto è patetico che l'unica fortuna della serata sia aver trovato un posto più vicino del solito. Ho paura quando mi ritrovo a compiere la stessa azione troppe volte, sempre da sola. Ho paura quando torno qui perché è l'unico posto che mi resta per guardarmi dentro. Ho paura quando l'idea non arriva, e mi sento vuota e inconcludente. Ho paura delle delusioni, perché rendono dubbiosi sulle proprie capacità di giudizio. Ho paura perché sono anni che dentro e intorno a me le cose rimangono immobili, congelate: frullano come una corrente d'aria, ma quando torna la calma tutto ritorna uguale. Le stesse storie, gli stessi problemi. Come se avessimo sempre trent'anni, come se la vita non ci avesse insegnato abbastanza. E siamo più sensibili, più suscettibili, più gelosi, più permalosi, più fragili. E facciamo gli stessi progetti, e ci mancano le stesse cose degli anni precedenti. Ho paura delle cose a cui mi aggrappo, perchè potrebbero spezzarsi in qualunque momento. Ho paura di credere perché esistono le illusioni. Ho paura di quello che dirò. Ho paura della prossima mezz'ora. Ho paura di non riuscire a dormire, stanotte, per quel pensiero che mi tormenta. Ho paura dei capelli che cadono, del non saper scegliere il giusto abbinamento tra una gonna e una maglietta. Ho paura di quel budino in frigo perché l'ho distrutto, perché non mi piace ma può farmi male. Ho paura quando penso che mi mangio le unghie da tutta la vita. Ho paura perché sono incostante. Ho paura di dimenticare, e mi succede spesso. Ho paura perché non realizzerò mai il mio unico sogno e soprattutto quelli che qualcun altro vorrebbe per me. Ho paura dell'abbandono, delle aspettative, della maternità (anche di quella che non arriverà ma). Ho paura di farmi bastare una vita sola. Tutto questo dura poco, giusto il tempo di pensarlo. Poi ricomincio a vivere, o almeno ci provo."

www.in-cuor-mio.splinder.com

grazie, Lady... più di quanto saprò dimostrare...

Postato da: recel a 21:18 | link | commenti |

capita: di riuscire a stirare velocemente senza perderti un momento di sole; di stendere il bucato che profuma discreto di estate e sorridere; di fermare i capelli sopra la nuca e vederti singolarmente carina; di cambiare le scarpe - tanto non pioverà stasera, optando per le amate sneakers celesti; di uscire a camminare, su strade chiuse al traffico, insolitamente silenziose; di alternare il ritmo dei passi in armonia con la musica che hai in testa. e di pensare ad una persona che finalmente non è lui, ripetendo il suo nome tante volte quanti sono i tuoi anni, più forte per quelli (pochi) di differenza tra voi. 

all i need is to rock your soul...

Postato da: recel a 19:45 | link | commenti (2) |

martedì, 10 maggio 2005
sine titulo

[questa poesia me la postò agli inizi d'autunno una persona speciale, quando ancora non faceva di tutto per despecializzarsi ai miei occhi. quando la lessi mi venne da piangere, più che per le parole in sè per il suo avermela postata. adesso lui non mi scrive quasi più, adesso è primavera e non autunno, adesso ho i capelli più lunghi e gli occhi più tristi. ma quando la rileggo, ancora mi viene da piangere.
non vorrei perderlo mai. ma meno che mai così, senza parole...
perchè spero di poterlo incontrare ancora in un'altra vita?]

molte cose sono davvero stupide
per esempio quando ti incontro per caso
sentire le palpitazioni come fosse la prima volta
e anche baciare i tuoi pullover
dopo tutti questi anni,
non è una cosa proprio seria.
sarebbe molto più semplice
non averti incontrato,
quindi cambio prospettiva e ti osservo
dal bordo del desiderio e
dal bavero del disappunto,
ma la situazione non cambia.
c'è da chiedersi,
in una situazione come questa,
che senso abbia scrivere poesie.

m.b.t., da l'inverso ritrovato

Postato da: recel a 19:48 | link | commenti (5) |

al mio amico r., se e quando leggerà queste poche righe: sono fierissima di te. 

in bocca al lupo, dita incrociate, sorrisi scappati, risate liberatorie, lacrime di emozione, incomprensioni e 'riappacificamenti', bisogno di sentirsi vivi, possessività-mio-malgrado, voglia di vedersi, abbracci forti che nascono dal cuore...

all inclusive

Postato da: recel a 14:59 | link | commenti (3) |

lunedì, 09 maggio 2005
non vale

no, ecco, insomma, perchè una torna a casa, controlla veloce il blog perchè deve correre a cena da un amico (quello dei 4saltiinpadella, n.d.r.) e si appresta a controcommentare il commento di una cara persona sul nebbione che si sta diradando... e che ti trova sul di lui blog? un post che mi riguarda un bel po'...
ecco, se volevi ricambiare l'imbarazzo del dono, dear, diciamo che ci sei riuscito al 101%... sono davvero contenta di averti conosciuto. e non sono parole e via.

in certi rosei frangenti mi sembra che la vita abbia un profumo delizioso: martini bianco spruzzato di gin e aperol (ma giusto per colorare) mixato di gelsomino in fioritura precoce...

merci, dandy...

Postato da: recel a 19:55 | link | commenti (4) |

come ti allargo il font - e ringrazio il t9

ha vinto l'azione. è come un marchio di fabbrica alle mie latitudini. ed è stato piacevolissimo riscontrare che, se non lo avessi fatto, ci sarebbe stato un naufragio bilaterale nel mare periglioso dell'indecisione. per di più a tempo indeterminato, come tale inadeguato alla mia smania di primavera.
ehi, che vi immaginate? niente di che, giusto piccoli passi sulla via dell'avvicinamento. e, per me, sulla - the most important thing - via dell'affrancamento da un'amicizia che è tale solo di nome. ma che dà le stesse pene - e nemmeno uno dei piaceri - dell'amore.

per una volta sono contenta di aver tirato la monetina: testa - sms; croce - a nanna. è venuta testa, ho messaggiato e mi sono infilata lesta sotto le coperte per fingere a me stessa di non avere la mente fissa lì. ma non ho fatto in tempo a stendermi... la risposta era già sul display.
adoro certe prontezze, adoro il t9, adoro pensare al tempo che verrà...

adoro anche tornare in ufficio oggi pomeriggio.

Postato da: recel a 15:10 | link | commenti (4) |

domenica, 08 maggio 2005

a grande richiesta di gianka (e copiando un po' la zoe, che mi perdonerà), opero una svolta minimalista di template: absolutely white. tutto da scrivere. e  - Dio lo voglia - da colorare a piacere...

Postato da: recel a 15:07 | link | commenti (10) |

attesa o azione?
in genere mi contraddistingue la seconda. ma solo in assenza di precedenti specifici.
il peggio è quando  invece ho già dato il la. che tra l'altro - ci tengo a dirlo senza falsa modestia, avendone avuta fresca conferma - quasi sempre dà avvio ad una sinfonia di felici livello, fattura e vena esecutiva. difficilmente, da quando sono diventata old & wise,  sbaglio certe previsioni... ma, appunto dicevo, per il prosieguo difetto di chiarezza operativa.
devo sedermi sulla riva del fiume ad aspettare di veder passare il cadavere galleggiante del mio non-nemico (beninteso, basterebbe un semplice sms di ripresa del dialogo...)?

oppure, avendo aperto io le danze - e non solo, avendo ancora io scelto abito, musica, sala-da-ballo e passi da eseguire, ci si aspetta che sia io a proseguirle?

ok. almeno fino a stasera tardi aspetto.

Postato da: recel a 14:55 | link | commenti (2) |

venerdì, 06 maggio 2005
90-60-90

torno ora: cotta di nozioni, chiacchiere impegnate, sole, chilometri, pesce fritto, un po' di leggero divertissement (che mai guasta) e il rimpianto di ogni ultima ripartenza.
tergiverso nell'azione, difettando di comprensione: gli uomini, chi li conosce?


sarò più chiara - nella mente, di intenti, di esposizione - nei giorni a venire. per adesso mi basterebbe sapere perchè non si è mai abbastanza bravi: innanzitutto a capirsi, oltre gli sguardi fugaci che ho colto, ripetuti (perchè in questo periodo di ghiaccio sentimentale sono peggio - ahimè - di un agente del kgb negli anni arrabbiati della guerra fredda). men che mai nel cogliere l'attimo. per niente affatto nel farmi capire se, scrivendo quei tre numeri accanto al mio nome nella lista di cellulari e email di fine corso, si voleva ironizzare fingendo di complimentare o complimentare ironizzando.
questi non sono i miei numeri, non tutti almeno. ma, scritti da chi li ha scritti, possono voler essere un complimento (e qui abbasso la cortina di ferro, per sforzarmi solare come un surfista nel suo mercoledì da leoni). nel caso quale, l'ultimo giorno me lo vieni a dire?

no, appunto, dicevo: gli uomini, chi li conosce?

see you soon

Postato da: recel a 20:27 | link | commenti (3) |

domenica, 01 maggio 2005
si riparte

ultima cinque giorni formativa a genova: dopo mi mancherà, ma anche no.

il motto di partenza (bera e zoe, che abbraccio forte, rammenteranno) è:

Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane
escluso il cane
paranoia e dispersione
inerzia grigia e film d'azione...

[grande rino]

statemi tutti bene!

Postato da: recel a 12:58 | link | commenti (6) |