immemoria

usando la memoria fino a dove serve, dimenticando se non serve

Eccomi

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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giovedì, 30 giugno 2005
quando le parole

estate
sei calda come il bacio che ho perduto
sei piena di un amore che è passato
che il cuore mio vorrebbe cancellare

estate
il sole che ogni giorno ci scaldava
che splendidi tramonti dipingeva
adesso brucia solo con furor

tornerà un altro inverno
cadranno mille petali di rose
la neve coprirà tutte le cose
e forse un po' di pace tornerà

estate
che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
l'estate che ha creato il nostro amore
per farmi poi morire di dolore

estate

b.m.

Postato da: recel a 21:56 | link | commenti (17) |

potrebbe andare peggio: potrebbe piovere.

no

Postato da: recel a 15:14 | link | commenti (4) |

mercoledì, 29 giugno 2005
f. scott fitzgerald: ciò che non finisce

per anni ed anni parve ad amory, quando ripensò ad eleanor, di udire ancora il vento singhiozzargli attorno e insinuargli piccoli brividi gelati intorno al cuore. la notte che salirono sul colle a guardare la luna fredda fuggire fra le nuvole, egli perdette un'altra parte di sè che nulla avrebbe più potuto restituirgli; e quando la perdette, perdette anche la possibilità di rimpiangerla. eleanor fu, per così dire, l'ultima volta che il male si accostò ad amory sotto la maschera della bellezza, l'ultimo mistero che lo soggiogò di un fascino strano e gli ridusse l'anima a brandelli.
con lei la sua immaginazione poteva cavalcare, ed è per questo che salirono sul colle più alto a guardare una luna calamitosa salire sempre più in alto, perchè sapevano che allora avrebbero potuto vedere il demonio, l'uno nell'altra. ma eleanor... forse amory l'aveva sognata? più tardi i loro fantasmi giocarono, ma entrambi sperarono in fondo all'anima di non incontrarsi mai più. fu la tristezza infinita degli occhi di lei ad attirarlo, o lo specchio di sè che egli trovò nella chiarezza smagliante di quella mente? eleanor non avrà mai altre avventure come quella di amory e se legge queste righe dirà: "e amory non avrà mai altre avventure come me".

da di qua dal paradiso
[della serie: le orecchiette alle pagine dei miei libri]

Postato da: recel a 14:56 | link | commenti (9) |

lunedì, 27 giugno 2005
tu

che non sei carne, odore, immagini stampate sulla retina con ordinaria frequenza, sbuffi di caldo o imprecazioni per la pioggia, l'invito a cena, consigli per gli acquisti, la mano che mi stringe quando non abbiamo voglia di parlare

mi manchi [ivi risiede la mia patologia]

Postato da: recel a 19:53 | link | commenti (4) |

post weekend

ma è in questa solitudine prossima al delitto che nascono i pittori e i poeti della domenica.

e. flaiano, diario degli errori

Postato da: recel a 15:05 | link | commenti (6) |

venerdì, 24 giugno 2005
canicola

  di quanti ho amato
  mi chiedo l’esistenza
  oltre la breccia
  da cui sono fuggiti
 
  quando inciampano i sensi:
  rughe nella costa
  di dritte copertine,
  profumo della pelle
                                   
  oltraggiata dal sole,
  ma c’è penombra
  e libri accatastati.
 
  il più che posso fare
  è spingere la mente
  dentro meandri
  di non-esplorazione:
 
  luce scarna di frigo
  rubinetto di doccia,
  ammazzare l’estate
  e la sua costrizione.

Postato da: recel a 15:18 | link | commenti (7) |

giovedì, 23 giugno 2005
lapezzasulpiantochescotta

elenco le cose che mi sono rimaste di te. dentro, più che fuori. visto che avevi scelto di non farti vedere tanto in giro. sapendo che avrebbe funzionato meglio, con il mio cuore a pronta presa.

per ora siamo ad una pagina di word nemmeno tanto fitta. due, invece, sono quelle in cui provo a raccontare cosa avrei voluto lasciarti io. invano.

poi, c'è l'alba di un nuovo giorno. quello in cui mi sveglio e corro verso la vita di sempre, serenamente conscia di doverlo fare.
in cui mi ci vogliono dieci minuti almeno per ricordare che ce l'ho fatta. a decidere di abbozzarla. punto e a capo.

'non mi sono dimenticato di te. sono solo un po' incasinato. ne riparleremo...'.

certo: riparlane tu. con lei, però. chè io ho imparato la lezione. non ti rispondo nemmeno. più.  

Postato da: recel a 17:55 | link | commenti (4) |

martedì, 21 giugno 2005
chiunque?

[perdurante afasia, mi si perdoni. ma musicata almeno, indi non meno eloquente... 'non ditelo qui'...]

chiunque saprebbe, chiunque potrebbe
amarti e inseguirti
ovunque chiunque
saprebbe potrebbe
non ditelo qui

chiunque incontrandoti avrebbe il destino
marcato da te
e andrebbe di corsa
a comprare un pensiero,
un disco …

chiunque saprebbe
vestirsi da Zorro
per presentarsi a te
e gettare ai tuoi piedi
i piani segreti
del suo carnevale



ah, chiunque saprebbe
chiunque, potrebbe,
chiunque…

p.c.

Postato da: recel a 15:44 | link | commenti (10) |

sabato, 18 giugno 2005
-be aware of-

"

E se adesso pongo il problema, ricorda,
non c’è tregua con queste storie
che sembrano per scherzo:
se dopo un numero a caso ma per esempio dieci
chilometri tu sai con certezza di morire
li fai subito o resti immobile tutta la vita?
Oppure:
toglila,
la certezza: cosa fai?

"

milo de angelis

[grazie, mai abbastanza, a chi me l'ha fatta conoscere]

Postato da: recel a 19:51 | link | commenti (5) |

venerdì, 17 giugno 2005
c. / in-memoria

ti vedo lì, piantata in mezzo al corridoio dell’ufficio. piantata forse non è la parola adatta: lieviti, sulle decollete nere che non mi sarei aspettata dieci anni fa. per il resto, c’è sempre la tua eleganza discreta, sobria, fatta di pennellate di colore cui far attaccare lo sguardo di chi ti incontra: la giacca verde è in tono con gli orecchini d’antiquariato; sotto, un’uniforme nera da (nostro malgrado) abitante-del-foro-cittadino.
più sotto, ci sono i tuoi 50 kg scarsi su più di 170 cm di altezza. e gli occhi, chiari come i miei, galleggiano spauriti in cima a tutto. mi viene in mente l’ombra della sera, al museo di volterra: ha la tua inimmaginabile magrezza.
e mi rammento di quando, nelle nostre serate mondane, ci scambiavano per sorelle: qualche anno fa, qualche chilo tuo fa, qualche esame universitario - di stato - pubblico concorso nostro fa. ma ai nostri occhi siamo sempre le stesse: a prometterci di vederci una sera, per parlare. ‘dieci anni da narrare l’una all’altra’, ma – seguitando a parafrasare quel cantautore lì che entrambe amiamo – ‘le frasi rimanevan dentro in noi’…
ti guardo e in superficie ti odoro così diversa da me, da quella massa ondeggiante-vibrante di opposti sentimenti. eppure ti ricordo. ricordo quando ci raccontavamo pezzo per pezzo, e per te era come tagliarsi il cuore con cocci di vetro. quando amavamo, nello stesso periodo rosa (era il mesozoico?), e il ritorno da una giornata di mare si trasformava in una corsa frenetica verso braccia agognate. quando, quasi contemporaneamente, vedemmo le nostre anime gettate dalla finestra, i nostri sogni nel cestino dei rifiuti. quasi contemporaneamente, raccogliemmo i resti con la scopa del destino.
quando lo ripenso, arrivo a spiegarmi perché dovemmo perderci di vista. vedersi l’una nell’altra non ci avrebbe salvato.
rivederti adesso. e sperare che torni il rosa, sulle guance, intorno alle ossa, dentro al cuore.
è un augurarlo a te, per me.

 

 

Postato da: recel a 17:32 | link | commenti (2) |

staffetta2

1) Libri che possiedo nella biblioteca / Quali libri ho:
non tanti quanti vorrei ogni volta che varco la soglia di una libreria. di ogni genere e specie, raggruppati un po' per casa editrice un po' per scalatura cromatica. smistati tra casa mia e casa dei miei.
2) Ultimo libro che ho comprato.
'gli scarti' di paolo nori + la 'storia d'italia a fumetti' di enzo biagi, da regalare alla mia figlioccia
3) Libro che sto leggendo ora:
sul comodino ho, in allegra assortita combriccola: 'gli scarti' di cui sopra + un kant che assumo a piccolissime dosi + 'girls' di nic kelman che non va nè avanti nè indietro + 'chairs' della serie icons (perchè l'alto design fa bene alla vita) + 'il corpo sa tutto' di banana (che si aspetta di essere letta, per assioma)
4) Tre libri che consiglio ad altri blogger e perché e quali sconsiglio:
consiglio, perchè sono pezzi più o meno ingialliti di puzzle del mio cuore: 'bellezza e tristezza' di kawabata - 'triste, solitario y final' di soriano - 'alta fedeltà' di hornby - 'camere separate' di tondelli - 'la versione di barney' di richler... ah, sono già 5? ops...
sconsiglio certi libri che mi hanno regalato - e talvolta ho letto per cortesia: 'meglio sole' di alessandra appiano - 'gli uomini vengono da  marte, le donne da...', insomma, quello lì... - 'omero, iliade' di baricco, ma quello non l'ho ancora letto... che altro?

5) A chi passo il testimone:
Smokestar (ricambio il favore di un tempo...)
Hobbs
Treball
AzraelZoe
Mrka

Postato da: recel a 15:41 | link | commenti (8) |

giovedì, 16 giugno 2005
quella dell'ora del tè

rileggo i post della fine del mese scorso e mi ritrovo giusto un attimo grafomane. [tipico mio, gettarmi lordura addosso a scoppio ritardato.]

è quando sento che le cose accadono che scelgo il silenzio del cuore

Postato da: recel a 16:45 | link | commenti (6) |

mercoledì, 15 giugno 2005

quando vedi cose che non vorresti vedere mai, ti ricordi di quanto sei gratuitamente fortunata. e riesci a relativizzare, almeno per i cinque minuti a seguire.

era successo sette anni fa a betlemme. è successo di nuovo stasera, alla fermata d'autobus sotto casa.

chi sei tu, per infarcire di lacrime ciò che è solo distesa di vacue parole fini a se stesse (te stessa)? provi vergogna e piangi in mezzo alla strada, alla gente, al frastuono della tua coscienza latitante.

poi torni a casa e accadono cose, incontri parole, sogni persone; ti illumini d'immenso, anche a non meritarlo.

impara a relativizzare nel lungo periodo - one way out

Postato da: recel a 21:29 | link | commenti (7) |

[my private karaoke, today]

How long before I get in
Before it starts, before I begin
How long before we decide
Before I know what it feels like
Where do, where do I go
If you never tried then you'll never know
How long do I have to climb
Up on this side of this mountain of mine
Look up, I look up at night
Planets are moving at the speed of light
Come up, up in the trees
Every chance that you get is a chance you seize
How long I can stand
With my head stuck under the sand
I start before I can stop
Before I say things that I made up

c.

Postato da: recel a 15:34 | link | commenti (5) |

martedì, 14 giugno 2005

'- ma come hai superato i bidelli?
- che domande! sul piano culturale...'

w.a., manhattan

Postato da: recel a 15:41 | link | commenti (9) |

domenica, 12 giugno 2005
one year ago

costante mattina

fitter happier more productive
(r)
 
 
Mangio ogni pranzo anticipata
è un rovesciare in bocca le posate piene
e gustarmi lo sforzo di ingoiare.
Scappare con lo stomaco ingrippato
verso un altro giorno incanalato
– la sola fuliggine
nell’estate che avanza –
e una stretta crescente d’ansia al petto.
 
M’impongo di apportare una variante:
comprerò la maglietta manga (tigerman)
al mio PeterPan dagli occhi neri
che nulla chiede,
accetta a scatola chiusa
incorruttibile – inlasciabile, un pantano.
Scaricare lo scheletro dallo zaino
in un cestino richiede meno sforzo
del progetto di archivio proibito
che la mente accarezza stamattina.
 
Sono nei piccoli gesti:
ho raddrizzato un insetto capovolto
gli ho ridato vita,
mi illudo di poter ridare fiato
all’agonia dei giorni insieme a venire.
                        Bastasse il mio miglior sorriso,
                        col rossetto rosa appeso a labbra mute
                        che non ho offerto ancora al suo obiettivo.
Fortuna vuole che ho ripreso a scrivere
ma non è a lui che vorrei dirlo:
più a nord, premo il dito sulla cartina,
sull’acceleratore della vita.
 
Mentre anima e cuore iniziano a scomodarsi,
penso di poterne fare
una parodia di futuro.

Postato da: recel a 19:31 | link | commenti (5) |

venerdì, 10 giugno 2005

When you were here before,
couldn't look you in the eye. 
You're just like an angel,
your skin makes me cry. 
You float like a feather,
in a beautiful world 
I wish I was special, 
you're so fucking special.

But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don't belong here. 

I don't care if it hurts, 
I want to have control. 
I want a perfect body,
I want a perfect soul.
I want you to notice,
when I'm not around. 
You're so fucking special,
I wish I was special.

But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?.
I don't belong here

r.

[che poi va a finire, per come sono fatta, che anche queste parole, con il loro seguito di note trascinanti, mi viene voglia di dedicarle a qualcuno. fortuna che non possa vedermi mentre mi rotolo a terra cantando...]

Postato da: recel a 15:15 | link | commenti (10) |

mercoledì, 08 giugno 2005

chè stasera vorresti essere a bologna, ma sai che avrebbe più senso essere sabato sera a milano. per guardare, ma non verso il punto in cui le altre migliaia di persone guardano.
chè armani jeans non è solo una marca di jeans. e - volendo essere precisi - quello per te non è nemmeno più uno sport.
lacrime inarrestabili anche dietro un gioco che hai amato, spensierato. lacrime e rimorsi per ciò che non hai saputo, potuto essere.
anche lì, lui è riuscito ad entrare, a guastarti la festa...
nonostante tutto, forza scarpette rosse!

Postato da: recel a 22:03 | link | commenti (16) |

martedì, 07 giugno 2005

[la verifica va fatta a cielo sereno]

piazza pulita dei sentimenti sottili

ne avverti il bisogno ma non sai
se rafforzerebbe lo spessore
della unilaterale dedizione
che silicona la tua vita

a sprazzi socievoli per
non soffocare_
respiro sopra il palpito degli organi
in aumento
da petali divelti

a batter d'ali
farfalla che si allontana
pure lei.

se devi presentare il rendiconto
che il cielo sia sereno almeno
e cali il vento.

Postato da: recel a 20:24 | link | commenti (8) |

lunedì, 06 giugno 2005

stasera ho voglia di pimpa. aiuto! chi mi regala ancora l'incanto della pimpa?

[ehi tu, che leggi al riparo dello schermo, proprio proprio proprio tu: hai capito che inizi a mancucchiarmi? e non fingere di non aver capito di chi parlo...] 

Postato da: recel a 22:05 | link | commenti (10) |

i giusti

un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva voltaire.
chi è contento che sulla terra esista la musica.
chi scopre con piacere una etimologia.
due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio agli scacchi.
il ceramista che intuisce un colore e una forma.
il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
chi accarezza un animale addormentato.
chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
chi è contento che sulla terra ci sia stevenson.
chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

jorge luis borges

Postato da: recel a 20:08 | link | commenti (3) |

domenica, 05 giugno 2005
j. austen: pearls of wisdom

'l'affettazione del candore è cosa assai comune e si riscontra ovunque,'

'si può incominciare da una parte sola; una preferenza, sia pure leggera, è più che naturale; ma sono ben pochi coloro che hanno abbastanza cuore da innamorarsi veramente senza alcun incoraggiamento.'

'la felicità nel matrimonio è tutta questione di fortuna. che i due si conoscano prima quanto si vuole e che si trovino quanto si vuole somiglianti è cosa che non aggiungerà nulla alla loro felicità. continueranno a essere abastanza diversi da avere la loro parte di dispiaceri: è meglio conoscere meno che sia possibile i difetti della persona con cui si ha da passare la vita.'

'non dobbiamo così facilmente crederci colpiti con intenzione. non possiamo aspettarci che un uomo giovane e pieno di vita sia sempre così cauto e circospetto. spesso non è che la nostra vanità che ci illude. le donne si immaginano che l'ammirazione significhi più di quello che è.'

'del passato interessa solo quello che, a rammentarlo, dà piacere.'

da pride and prejudice
[della serie: le orecchiette alle pagine dei miei libri]

Postato da: recel a 11:16 | link | commenti (6) |

venerdì, 03 giugno 2005
spleen e ideale (XXXVI)

[...]
conosco l'arte di evocare gli istanti felici:
così rividi il mio passato, accucciato fra i tuoi ginocchi.
perché cercare la tua languida bellezza
fuori del tuo caro corpo e del tuo cuore così dolce?
conosco l'arte di evocare gli istanti felici.

giuramenti, profumi, baci senza fine
rinasceranno da un abisso interdetto alle nostre sonde
così come risalgono al cielo i soli, rinvigoriti,
dopo essersi lavati nel profondo dei mari.
- o giuramenti, profumi, baci senza fine!


da il balcone, c. baudelaire

Postato da: recel a 20:15 | link | commenti (11) |

mercoledì, 01 giugno 2005
distico elegiaco

stanotte
sto mollando, sono un millimetro vicina a lasciarmi sopraffare dalla sensazione di vuota solitudine. lui (v. post preced.) non c'è. lui (idem) non si è più fatto vivo. so che sarà un'istante, il tocco dell'ennesimo mio fondo da cui poi non potrò altro che risalire. con la corteccia di male addosso rafforzata di uno strato, perciò più sicura che mai.
mi rigiro nel letto, un sospiro profondo - ho smesso di pensare forte a quanto desidererei riacchiappare la mia vivente ancora di salvezza.
ma, se volti le spalle al telefono, lui si risveglia dal torpore e ti regala un raggio di sole notturno.
'dove sei stato finora? a provare a non pensarmi? a cercare di tacitare il tuo desiderio? ebbene, non ci sei riuscito.' come io non riuscirò a fare la brava adesso. e nemmeno domattina. e nei giorni che verranno, quelli che ancora ci separano, meno che mai.
devo annullare un gap. lo penso forte, accadrà.

domattina
ha senso rifletterti in un carme di catullo? [odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris. / nescio, sed fieri sentio et excrucior.] cosi poco so di te, per consentirti di cancellare tutto quanto il resto.
lo recito nella giusta sua metrica, durante il viaggio in scooter. mentre sto parcheggiando, arriva il tuo buongiorno. chi sei, tu?

Postato da: recel a 14:58 | link | commenti (6) |