usando la memoria fino a dove serve, dimenticando se non serve
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il libro che non ho letto,
la canzone che ho ascoltato troppo,
l'ovatta in cui sogno di trovare riposo,
gli odori che reinnescano sensazioni inesplose.
o soltanto l'alba di una buona giornata.
A.d.I
Abteilung
Aleander
Alpan
Anto13nella
Astrokudra
Avreivoluto
Azi
Bera
Diamonds
Elisnelpaese
Gicappa
Hobbs
Ilfastidio
Iperio
Iso9660
Ispira2005
LadyK
Lise
Litrillo
Lolitina
Macrame
Malco
Misi
Montypablo
Mrka
Quoyle
Razgul
RospoVerde
Rupert
Sand
Smokestar
Stella
SteLo
TradeMark
Treball
Trinity
Upi
Villino
Yorke
Zoestyle
_Icio
visitato *loading* volte
nel frattempo ho appreso che esiste il colore ottanio. ricordi l'abito di cui vaneggiavo? deve essere quella la sfumatura approssimata di cui consta. potrebbe essere quello il succo di me che fuoriuscirebbe, strizzando forte tra le mani il 100% pure silk, fino a costringere il cuore, a soffocarne l'aritmia insensata.
un cuore che conoscevo è stato trattato chirurgicamente per non soffrirne più. l'intervento è riuscito: ho dimenticato da quanti giorni lui resiste, da quanti giorni io tiro innanzi con una pantomima c.d. vita.
adoro le sorprese, anche quelle preannunciate.
adoro chi può insegnarmi il nottambulismo.
adoro che mi si dia della fotogenica.
adoro riuscire a sortire l'effetto voluto da qualcuno.
crollo sulla domanda 'tu dove andrai?' (in ferie, n.d.r.).
a sapere dove e con chi vorrei... ma ho un mese abbondante per capire e decidere.
dimenticavo: adoro pure gli inviti.
ore 4:00 p.m. - 36° esterni, 27° interni - pressione sanguigna 60/90: scatta "l'ora delle faccende domestiche"
[ pulire il bagno ; spolverare ; passare la scopa elettrica ; passare lo straccio ; lavare il quasi terrazzo ; pulire il lavello ; incollare un pezzo rotto ; dividere il bucato per le prossime due lavatrici ]
adesso prova a non aver voglia di dormire, di ricacciare indietro i pensieri brutti, di rimandare il peggio a domani.
ma svelta! alle 6:00 arriva la mamma: centro e aperitivo. e ciao ad un bel pomeriggio...
[in una domenica come tante]
comprare casa qui / scappare da qui
innamorarsi di un abito su una rivista / trovarsi anche oggi un mm più brutta, inutile, vecchia
postare / chiudere il blog
sciogliersi in un casalingo dvd / concedersi un verde pomeriggio di lettura
accarezzare i lunghi capelli neo-riflessati / cogliere l'inutilità fuori tempo di certe perseveranze
costruirsi spazi di riposo da un lavoro pressante / cominciare a studiare sodo per 'il' concorso
allungare la mano verso il telefono / dare ascolto ai crampi dell'asocialità
provare a perseguire nel vano dimenticatoio / scolpirti eterno nel cuore, amore che mai cesserò di aspettare
tu. oscillerai mai tu?
per dimenticarticiò che ho fatto non è inferiore a quello che avrei voluto fare
il male che ho inflitto non è detto che sia minore
del male che continuo a provare
brunch
arrivo adesso
ai tuoi bisogni d'incanto:
una coperta di jazz
sulle spalle
seduti al tavolino liberty
celava
un brivido di urla
accatastate
per riscaldare
lunghi inverni ancora
comunque non ti avrei amato
oh simple thing where have you gone
i'm getting old and i need something to rely on
so tell me when you're gonna let me in
i'm getting tired and i need somewhere to begin
and if you have a minute why don't we go
talk about it somewhere only we know?
this could be the end of everything
so why don't we go
somewhere only we know?
k
a volte mi creo l'illusione di essere cresciuta. e di avere a che fare con adulti quale io ambisco ad essere.
altre volte la verità riaffiora. siamo piccoli. nei gesti, nei pensieri. di cervello e, quel che è peggio, di cuore. anche se ingigantiamo le parole, le usiamo per gonfiarci la bocca. ma il substrato resta minimale. quasi occorre una lente per vedere meglio. e infine capire.
del resto, piccole donne è stato il mio primo cult book.
tempo addietro un bel tipo, una gran persona, ebbe in diverso contesto ad insegnarmi una parola. che adesso richiamo alla mente, sperando nel rapido, relativo effetto.
ti sfanculizzo. [mi si passi il desueto turpiloquio. possa il sincero intento trascendere l'impatto irriverente!]
credo di avere provato l'amore, almeno una volta, è stato un brivido di buio in una stanza d'affitto, è stato trovare il fondo di una morte felice e la disperata allegria di non servire a niente, e lacrime e risate e l'intenso di carezze più pure.
credo di avere provato l'amore, almeno una volta, con una donna travolta da correnti di fiume, bianca e moribonda come una prima comunione, libera e buia come i miei occhi tra le dita, feroce e dolorosa come la rabbia dell'inferno.
credo per un'amore così non ci sia che una volta, perchè è allora che il buio si scava la sua ultima tana e la confessione dipana le paure di sempre, in un interminabile abbraccio di donna di fiume, nella sua corrente di vita e di stanchezza.
credo che un amore così sia negato ai beati, perchè è la fiamma di un fuoco che tramanda la morte, perchè i beati non sanno le stanze d'affitto, hanno paura del buio e delle parole, perchè le donne di fiume non son mai beate.
credo che un amore così non si perda per strada, gli occhi degli altri per quanto ti frughino non sanno capire, che la dolcezza preziosa che nascondi tra i denti è la ridicola e meravigliosa discesa, di un uomo che impara a non morire da solo.
c.l.
continuo a non avere parole. in compenso ho un numero, che ne vale infinite.
(meno) 5
ed ogni mio risveglio, ogni mio gesto ed ogni mio pensiero fino alla successiva buonanotte assumono senso e dimensione. nell'attesa.
che noi veniamo dopo la generazione che avevan vent'anni negli anni quaranta che dovevan combattere c'era bisogno di soldati, dopo la generazione che avevan vent'anni negli anni cinquanta che dovevan costruire c'era bisogno di costruttori, dopo la generazione che avevan vent'anni negli anni sessanta che dovevan contestare c'era un mondo vecchio da rifare, dopo la generazione che avevan vent'anni negli anni settanta che dovevan rampare c'era bisogno di arricchirsi noi, non dovevamo fare niente l'unica cosa non rompere troppo i maroni.
da gli scarti
[della serie: le orecchiette alle pagine dei miei libri]
io come voi sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
buttata fuori dal mio desiderio d'amore.
io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
io come voi ho soccorso il nemico
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato cosa sia il signore,
poi dall'idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come colomba viva.
io come voi ho consumato l'amore da sola
lontana persino dal cristo risorto.
ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell'uomo, che è la scienza mia.
a.m.

[merci, smokestar]
1.che ore sono? 15.58
2. nome: rachele
3. numero di candele che avevi sulla tua ultima torta di compleanno: l’ultima volta che ho avuto torta con candele, meno di 30 sicuro…
4. data in cui di solito spegni quelle candele? rectius, spegnevo: 14 maggio
5. altezza: 1.66, crescente con tacchi
6. colore degli occhi: azzurro
7. numero di scarpe: 38, crescente nelle sneakers
8. occhiali? mascherati da lenti a contatto
9. piercing? no
10. tatuaggi? no: i miei gusti oscillanti lo sconsigliano vivamente…
12. residenza attuale: sempre lì, 30 km da Firenze – 60 dal mare. c’è di peggio?
13. ti sei già ubriacata? sono molto avanti su quella strada
14. ti sei già innamorata? sì
15. hai già amato qualcuno al punto di piangere? sì. amore-pianto, binomio ineliminabile in me
16. quando ti sei innamorata la prima volta? 19 anni. 3 anni per averlo, però…
18. cosa sognavi di fare da grande? l’architetto d’interni, la designer di arredamento
19. qual era il tuo cartone animato preferito: candy candy, causa scena in cui insegue il treno che le porta via terence
20. qual è il regalo che ancora stai aspettando da babbo natale? una cucina giocattolo ma di dimensioni reali
21. il gioco più scemo che ti ricordi? ‘alle belle statuine, etc. etc.’
22. la tua prima bicicletta? quella bianca (bianchi?) su cui ho imparato ad andare senza ruote lungo il viottolo di montagna
23. la canzoncina dell'estate? ‘lady’, modjo – mi si perdoni…
24. coca cola o pepsi? birra
25. ketchup o maionese? olio d’oliva e peperoncino
26. onnivora o vegetariana? onnivora ahimè
27. il piatto che più preferisci? ma non ho detto onnivora? forse la pizza un gradino sopra al resto…
28. ti piace cucinare? sì, specie se voglio ‘conquistare’.
29. il piatto che cucini meglio? risotto alla milanese, quando ho due giorni di ferie. ma forse risalto con i dessert.
30. gasata o naturale? naturale
31. pandoro o panettone? tutti e due, purché di quelli seri
32. che ne fai dei canditi e delle uvette del panettone? le mangio (se buon panettone è, buona uvetta e buoni canditi sono)
33. l'ultima volta da mc donald? a settembre con le amiche, mi sembra
34. perchè l'hai fatto? per accondiscendere la compagnia
35. vino bianco o rosso? si possono fare questi distinguo? adesso che fa caldo bianco, diciamo.
36. pandispagna o sfoglia? brisè. scherzo e ripeto: onnivora sono…
7. gusti del gelato? cioccolato e mascarpino (e beccatevi questa!)
39. sei scaramantica? no, ma so adattarmi
40. qual è la cosa che ti fa più schifo? i ragni
41. film preferiti? quanto spazio a disposizione? sintetizzando controvoglia: ‘colazione da tiffany’ – ‘indiscreto’ – i capisaldi di hitchcock – il vecchio allen
42. film che ti hanno fatto piangere? oltre ad altri mille, direi ‘un amore splendido’
43. giorno della settimana? sabato
44. canzone preferita: perdura da un bel pezzo paranoid android
45. programma della televisione? certi ben confezionati telefilm tipo ally mc beal, sex & the city, c.s.i.
46. preferisci dare o ricevere? se fossi sincera direi ricevere, quindi dare
47. hai già nuotato nuda al mare o in piscina? aspetto di farmi la piscina in giardino
48. fiore preferito? la calla
49. bevanda alcolica? cioè, oltre a vino e birra?
50. animale preferito? gatto e cane
51. disney o warner bros.? disney, per colpa di paperino
52. la cosa in assoluto che riesci a fare meglio? diciamo ridere di gusto quando merita
53. riesci ad arrotolare la lingua? no
54. come ti vedi da qui a 10 anni? (mi auguro) meno irrequieta
55 l'ultima e-mail che hai ricevuto? no comment
56. qual è la parola o frase che dici più volte? ‘e quindi?’ se ho un buon interlocutore
57. qual è la cosa che ti fa più arrabbiare? il gratis ferire
58. qual la cosa più bella che esiste? l'amore, specie se ricambiato
59. a che ora vai a dormire? di norma dalle 23 alle 24
60. qual è il nome da uomo che ti piace di più e perchè? mattia, ma pure i nomi biblici con desinenza ‘el’, senza un perchè
61. nome da donna che ti piace di più e perchè? rebecca al pari di sara, idem come sopra
62. meglio la prima volta o l'ultima? occorre renderle grandi tutte
63. hai appeso la bandiera della pace? no, causa anomala posizione delle finestre
64. un messaggio? un sms nottetempo… lo so: risposta sbagliata, ma come giusta…
65. passo il testimone a: zoe - ilfastidio - montypablo
lontani richiami di terra bagnata sbattono sulle narici sospinti dal vento, mentre pennello maestra una curva domestica al ritorno. così si allarga l'estate, si spalancano montagne lontane. echi piccoli si spengono, per fortuna. un raro regalo di fantasia ritrovata mi assolve da quotidiane bassezze. per quello sopravviviamo, anche.
serve coraggio alle orecchie nei giorni dei 35° per far male
serve coraggio al vento di mare per dimenticare dove nasce
serve coraggio per guardarsi negli occhi, quasi come scegliere (essere scelti) di andare oltre
quanto tempo è passato
da quando mi attendevo colpi di scena
resurrezioni e miracoli a ogni giro di sole
e.m.
un giorno scriverò un post in cui metterò dentro l’ultima me. se non in ammollo pieno, genere l’uomo del bio presto (e qui la citazione già ghettizza la fascia anagrafica…), almeno immersa a mezza gamba, come quando cammino poco oltre il bagnasciuga - perchè mi si dice che rassoda la muscolatura.
l’ultima me dorme tra le righe: di una canzone, di una ‘poesia seria’, di un abbozzo compositivo che risale ad un’altra epoca mia. ma senza il coraggio di esternare la confusione che ha in mente.
perché l’ultima me sa cosa vuole. saprebbe anche come fare. ma da tempo ha perso le istruzioni per mantenere la retta via. anche quando pensava di lasciarsi dietro la scia di briciole di pane come pollicino (ma era pollicino?), in realtà non faceva altro che mettere in onda prove tecniche di profondo vissuto sentimentale.
un giorno l’ultima me si scrollerà di dosso la polvere di vecchie errate pulsioni, incrostate nell’anima peggio del peggior calcare. l’ultima me è pure riuscita a scrutarle al microscopio del raziocinio, esaurendo in un arco di tempo sufficientemente ampio il censimento delle brutte cose [perché solo di quelle si trattava]. l’ultima me sa che basta premere il tasto canc e questo tutto brutto sparirà per sempre dalla sua vita. finalmente l’averlo voluto aprirà la via alla libertà del cuore.
anzi, quella via lei l’ha già ampiamente inaugurata – segnali inconfondibili del più recente portato quotidiano gliene hanno dato, gliene danno reiterata conferma. è solo che tutto ciò ancora le fa paura: il detto della ‘strada vecchia per la nuova’; il male che qualcuno le potrà dare; l’irrimediabilità di certi passi; la meschina allure tranquillante del poterci comunque contare: per quel poco che ciò ha valso, per ciò che vale.
e perché pure lei, l’ultima me, nonostante i buoni propositi per l’anno nuovo di ogni anno nuovo dal ’95 a questa parte, ama cedere alla tentazione: ‘la vendetta è un piatto che si gusta freddo’. ma senza lasciarci attaccata la lingua.
e rassicurando quella parte crescente del suo cuore – che sa – che non ha nessuna intenzione di tornare indietro.
perché l’ultima me è già qua.