immemoria

usando la memoria fino a dove serve, dimenticando se non serve

Eccomi

Utente: recel
il libro che non ho letto, la canzone che ho ascoltato troppo, l'ovatta in cui sogno di trovare riposo, gli odori che reinnescano sensazioni inesplose. o soltanto l'alba di una buona giornata.

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giovedì, 29 dicembre 2005
la "maestra" e "margarita"

post dedicato

torno a casa alla fine dell'ennesima giornata buttata giù come una pillola amara. ma che, se non altro, ha il merito di essere giunta integra a termine.

nonostante faccia fatica persino ad aprire il pc, non posso non corrervi incontro con le ultime forze rimaste. la corsa non è vana. voi due siete lì ad attendermi. con i vostri ampi sorrisi, incondizionati anche quando velati di tristezza. con i vostri abbracci di saggezza, che mi imprimono nuove speranze o conferme ad ogni rigo letto, o semplicemente mi infondono il calore di non essere sola, oggi come ieri come domani, ad aspettare l'esito della summa prova.

a volte, ci sono gesti di cui non saprei narrare l'entità.
due mail, stasera, hanno dato senso al mio essere qua. al mio essere me, dopotutto.

vi voglio un mondo di bene. a voi due, che vi riconoscerete nel titolo, di là dai nick, di là dai nomi. lontani da me, ma così vicini al mio cuore.   

Postato da: recel a 21:19 | link | commenti (7) |

mercoledì, 28 dicembre 2005
cotidie morimur

fuori, il cielo esaspera il concetto di bianco in peggioramento costante. 
dentro, si cammina su un crinale non più largo di un filo di nylon. del nylon ha l'abilità di soffocare. del disequilibrio ho io i sommovimenti più interni e irrefrenabili.
sto in un attimo: quello che passa tra decidere se dormire altri dieci minuti per non avvertire dieci macigni in testa ad ogni scatto di lancetta. e alzarsi, rivestirsi in fretta, andare a cercare affetto oltre le quattro mura. dove non si chiede, solo si dà. dove non c'è tempo per attese che mi sono preconfezionata per sopravvivere. dove mi si prende per quello che sono. e quello va bene. parecchio bene, talvolta.
sto in un attimo: quello in cui mia mamma trattiene uno sguardo interrogativo da lanciarmi. quello in cui io mi scioglierei davanti a lei come, tutte insieme, le dodici candele di questo incomprensibile natale. come le rapide di un fiume nella stagione del disgelo. mamma, si può essere le più felicemente tristi di questo universo?
no: la mamma si risparmia lo sguardo. io mi stringo le spalle nel piumino, le lacrime in un'anticamera di cuore che non sa più qual sia la propria giusta direzione.

comunicazione di servizio per qualcuno tra i più amati colleghi di blog: ci sto ufficialmente provando. ad arrivare al cambio di calendario, intendo. nonostante gli ultimi sconfortanti bollettini sanitari.

Postato da: recel a 16:01 | link | commenti |

lunedì, 26 dicembre 2005
avvelenata

postato alle 23:13 del 26 dicembre 2005; rimosso alle 08:56 del 27 dicembre 2005.     

Postato da: recel a 23:13 | link | commenti (3) |

sabato, 24 dicembre 2005
Christmas night - deluxe edition

Don't ask me why I'll keep my promise,
Melt the ice
And you wanted to dance so I asked you to dance
But fear is in your soul
Some people call it a one night stand
But we can call it paradise

Don't say a prayer for me now,
Save it 'til the morning after

d.d.

Postato da: recel a 23:13 | link | commenti (3) |

(b-u-o-n)n-a-t-a-l-e

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

g.u.

da millenni questo è il mio natale. ma quest'anno non cedo alla tentazione facile. no, quest'anno la pagina è girata, meglio, è voltafacciata. quest'anno devo essere, anzi sono forte. quest'anno, parole calzanti a pennello, stampigliate nelle meningi, ammaliatrici come le migliori sirene, quest'anno non avrete gioco con me: vinco io. anzi, vinciamo noi. sta scritto dappertutto, fuorchè nelle parole. batterebbe ancora il mio cuore, altrimenti?  

Postato da: recel a 19:55 | link | commenti (3) |

venerdì, 23 dicembre 2005
2° (auto)quesito della reci

[ingredienti: il contenuto del pacchettino di carta rossa, dopo che a fatica ho realizzato che il regalo non era solo quello che ci stava scritto sopra - il lettore, che all'epoca dei fatti sta leggendo la traccia 5, per aiutarmi a ricordare la prima volta che la si è ascoltata insieme - il volume alto ed io che ci canto sopra - il segnale di avviso ricezione di sms, che è percettibilmente diverso dal precedente e dal successivo - un qualcosa di umido che bagna gli occhi in tempo reale, impedendomi di rileggere quelle poche parole che dischiudono un mondo. e di rispondere con la fretta che il mio cuore vorrebbe - realizzare che so pronunciare la parola "sì" in troppo poche lingue]

è possibile raccontare la magia racchiusa in un istante, quella stessa magia che saprà traghettarmi oltre un grappolo di giorni da divorare l'uno sull'altro?  

le parole non servono.

Postato da: recel a 09:02 | link | commenti (4) |

sabato, 17 dicembre 2005
a chi ha cercato la maniera e non l'ha trovata mai

quando comincio a chiedermi come devo comportarmi, sono già sul lato sbagliato della strada. che poi è il mio.

questo è un pezzo di un mio commento sull'amato gicappa-blog. come è consuetudine per ciò che dissemino qua e là, sento che non mi appartiene più: a lui l'ho dato, a lui che se lo è riletto tale e quale in testa, con un reciproco moto sorridente di empatia. perciò so bene di porre in essere una fattispecie, atipica ma - perchè no? - perseguibile, di furto. tuttavia, per quanto in questi giorni mi sforzi di trovare un altro modo di raccontarmi a me stessa, non so (più) fare di meglio. ecco dunque che sono costretta a rubare.

dove siamo finiti, mi chiedo? noi che gioiamo della magia di un dono d'amore, che sentiamo nel cuore, oltre che sulle labbra, il richiamo ammaliante del carpe diem del nostro essere due, che espandiamo l'atmosfera inebriante del primo tocco indosabile di un bacio, che si fa mille, ben più lontano dell'incantesimo del primo incontro: dove siamo?

provo a scorrere il rewind della memoria, fino all'arcadia dell'amore intatto della mia vita lontana. a chi segnò un prima e dopo di sè nello scorrere degli anni. e mi sforzo di percepire se quel che era indubitabile sostanza di sentimento allora, recasse nel momento in cui si svolgeva il profumo che so ricollegarle adesso, a distanza di secoli. e rispondo che sì, il profumo c'era, già nell'attimo fuggente.

ora tutto è cambiato. so che, a mente ferma, nella distanza di una calma di settimane, mesi forse, saprò rigratificare ed innalzare sugli altari della vittoria amorosa ciò che sta repentinamente accadendo, ciò che oggi si svolge, con un inizio fulmineo ed un decorso sempre meno prevedibile. ma, per l'adesso, soffriamo di anosmia. già, quell'anosmia che mi riempie il petto di un nuovo impeto di empatia. e procrastina le emozioni al giorno della loro archiviazione.

[ci sono persone che sento molto, financo troppo vicine, pur senza poterle avere qua a portata di caffè. penso così spesso a loro, ben oltre le telefonate durante i pranzi luculliani, o gli sporadici commenti che le mie dita faticano a trattenere, o i collages di mail che il quotidiano mi consente. soprattutto, penso a loro quando non so da quale lato voltarmi, quale faccia predisporre, quale regalo impacchettare. e ci tenevo a che lo sapessero.]

Postato da: recel a 19:06 | link | commenti (5) |

lunedì, 12 dicembre 2005

il bambino si sente solo. rectius, lo è effettivamente. / ogni tanto passo a trovarlo: per senso di colpa, dovere civico, forse per nostalgia di ritmi esistenziali spalmati su fondo grigio ma fieramente certi della loro monotonia. / quando passo, e lui mi punta dritti negli occhi i suoi, acuminati di solitudine implorante e muta condanna inconfutabile, capisco di aver fatto bene, per il tempo in mezzo, ad essermene tenuta alla larga. raggirando spiegazioni, evitando di sfruttare la millimetrica occasione di riallacciare fila sopite di discorsi necessari, ammantandomi del successivo strato di distacco. / quando, furtiva e - ahimè - segnata di stille di sudore sacrificale a bordo ovale, me ne allontano nuovamente, gli prometto solenne di tornare presto. spesso gli prometto una veste nuova, un rilancio luccicante, festoni e festini per il prossimo natale. ma ogni volta leggo nel mio sollievo in allontanamento un riflesso infinitesimale del suo. / il bambino non potrebbe accettare la spiegazione dell'insondabile irraziocinio. le sue orecchie non vorrebbero sentirsi dire da me che la testa a volte la si perde sul serio.

la parola del giorno è:                             suction

Postato da: recel a 17:12 | link | commenti (3) |

mercoledì, 07 dicembre 2005
presente

"vabbè, allora niente..."

"e no, allora tutto, invece..."

Postato da: recel a 13:26 | link | commenti (4) |

sabato, 03 dicembre 2005
dice il saggio:

"è stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere."*
ma sorridendo parecchio, e senza riuscire a smettere.

[*w.a.]

Postato da: recel a 15:59 | link | commenti (4) |

giovedì, 01 dicembre 2005
per intervalla insaniae

"dottore, che sintomi ha la felicità?"

l.j.c.

Postato da: recel a 14:43 | link | commenti (7) |