usando la memoria fino a dove serve, dimenticando se non serve
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il libro che non ho letto,
la canzone che ho ascoltato troppo,
l'ovatta in cui sogno di trovare riposo,
gli odori che reinnescano sensazioni inesplose.
o soltanto l'alba di una buona giornata.
A.d.I
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"mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:"
[ogni tanto me lo chiedo - sai?, se mi leggerai mai in questi frammenti... e soprattutto se mi ci rivedrai]
"respiro perchè devo e non perchè voglio. o forse: respiro quando voglio, ma non quando dovrei."
e aspetto il giorno in cui basterò a me stessa.
lo confesso, faccio pubblica (sì, insomma, tra pochi intimi...) ammenda: non ci avrei mai creduto.
che tu, piccolo teppista che chissà quando leggerai queste righe, mi saresti stato così vicino adesso. e che le alterne vicende incomprensibili ai più eppure così caratterizzanti la nostra singolare liaison avrebbero lasciato il campo, anzi, meglio, si sarebbero arricchite di un affetto ed una vicinanza che non smettono, da giorni ormai, di letteralmente commuovermi ogni volta.
tu non vuoi sentirmi ripetere grazie ogni volta. io mai vorrei che tu vedessi i lucciconi ad angolo occhio ad ogni tuo sms o squillo di telefono. ma è doveroso che tu sappia quale solenne importanza tutto ciò riveste per me in questa difficile ed incomprensibile prova riservata al mio cuore.
ci sono momenti in cui sento di avvicinarmi a capire come possa essersi sentito m. quando ha fatto ciò che ha fatto. non arriverò mai a capire perchè lo ha fatto. ma lo stato d'animo, quello lo posso condividere.
il frastuono della solitudine, più forte di sempre; avere lontano chi ti è più vicino; il ribrezzo che dà il sapere di dover tornare indietro, ancora una volta... ricominciare da capo, da un punto di partenza ogni volta più vacillante, di fronte ad un percorso ogni volta più breve.
ti guardi dentro, dove ti hanno messo un cuore che purtroppo non è solo spinta alla circolazione del sangue, e ti viene maledettamente da ridere e piangere insieme (ma più da piangere, sempre) per non aver ancora capito, a questa età divenuta oramai un dettaglio così di contorno, che non riuscirai mai a trasmettere quello che sei davvero, quello che provi, quello che puoi dare. di sorrisi, spinte, rinascite, abbracci, sguardi che afferrano dove c'è da aiutare, mani che lasciano libertà ove c'è da camminare soli, dolore e gioia, vita e morte.... tutto inutile, tutto? ciò che provo non ha senso. ciò che ho da dare non lo si vuole.
ieri pomeriggio il mio amico g. mi ha rimproverato di aver risposto male per telefono alla sua domanda "che c'è?": non l'ho fatto, ho solo dovuto dare maggiore forza incisiva alle mie parole per non permettere al pianto di vincere. ancora lui mi ha chiesto cosa ci trovo a guardare il soffitto lasciando scorrere via il tempo. io invece volevo chiedergli di prestarmi i suoi occhi, occhi che finalmente mi consentano di guardare prima dentro me che altrove, verso il mio bene piuttosto che nella direzione di chi non sa e non può sapere. occhi che diano la precedenza al mio bisogno di arrivare a domani, e a dopodomani, e a dopodomani ancora, senza morire dentro pezzo a pezzo. è esattamente quello che, ieri sera, mi sono trovata scritto, parola più parola meno, nella mail di un'amica davvero speciale. che si riconoscerà qui, in queste mie tremanti parole improvvisate. e saprà di avermi soccorso ancora una volta con la sua unica e irrinunciabile respirazione bocca a bocca.
tra l'altro, si dice in giro che ieri fosse il primo compleanno di questo blog. che sciocco, inutile, mal festeggiato compleanno...
chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
n.f.
[gran bel testo, che supplisce al mio vuoto di parole. ancora.]
.. c'è questo sole e guardare il nitore dei monti innevati continua a farmi male agli occhi.
.. capisco che nessuno è così in basso da meritare tanto male; nè troppo di più da potersi arrogare tutto quell'incondizionato bene.
.. sento di voler approfondire certi tesori nascosti dentro scrigni di convenzioni sociali, collocandoli in un contesto non patologico.
.. rifletto che sarà sempre e solo ciò che deve. senza forzare l'ineluttabile o impossibile.
.. un mancato pranzo al parco qualche chilometro a nord non toglie valore alcuno a quel modo commovente di starmi vicino.
.. quel buongiorno che mi dà la vita arriva. arriva. e riarriva...
[parola del giorno - e della notte trascorsa: tautologia]
all is quiet on new year's day,
a world in white gets underway,
and I want to be with you,
be with you night and day.
nothing changes on new year's day.
u2