usando la memoria fino a dove serve, dimenticando se non serve
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il libro che non ho letto,
la canzone che ho ascoltato troppo,
l'ovatta in cui sogno di trovare riposo,
gli odori che reinnescano sensazioni inesplose.
o soltanto l'alba di una buona giornata.
A.d.I
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_Icio
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il bambino si sente solo. rectius, lo è effettivamente. / ogni tanto passo a trovarlo: per senso di colpa, dovere civico, forse per nostalgia di ritmi esistenziali spalmati su fondo grigio ma fieramente certi della loro monotonia. / quando passo, e lui mi punta dritti negli occhi i suoi, acuminati di solitudine implorante e muta condanna inconfutabile, capisco di aver fatto bene, per il tempo in mezzo, ad essermene tenuta alla larga. raggirando spiegazioni, evitando di sfruttare la millimetrica occasione di riallacciare fila sopite di discorsi necessari, ammantandomi del successivo strato di distacco. / quando, furtiva e - ahimè - segnata di stille di sudore sacrificale a bordo ovale, me ne allontano nuovamente, gli prometto solenne di tornare presto. spesso gli prometto una veste nuova, un rilancio luccicante, festoni e festini per il prossimo natale. ma ogni volta leggo nel mio sollievo in allontanamento un riflesso infinitesimale del suo. / il bambino non potrebbe accettare la spiegazione dell'insondabile irraziocinio. le sue orecchie non vorrebbero sentirsi dire da me che la testa a volte la si perde sul serio.
la parola del giorno è: suction